MUSEO D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA BOLZANO 2001-2002
Un prisma si inserisce nel vuoto del tessuto edilizio destinato al Museo, come tirante di raccordo urbano tra la via interna e l’argine del fiume, su cui si proietta con uno sbalzo che supera il fronte delle facciate laterali.Sorta di struttura primaria che azzera le congerie di materiali, sagome, dimensioni, opacità massive dell’intorno edilizio per offrire un evento architettonico dirimente, categorico, radicalmente assertivo in chiave oppositiva. Un edificio che ponga pertanto le cifre contemporanee della materializzazione e della comunicazione come capisaldi concettuali ed estetici di una monumentalità leggera, semplice e potente ad un tempo per via della sua geometria monolitica, antistatica per tecnologia e coraggio strutturale ed esteticamente cangiante per ricorso ad una “pelle” mutevolmente espressiva per riflessione delle condizioni ambientali, dell’uso e per autonoma e diretta eloquenza comunicativa. Sospesa su una piazza come un’opera minimalista essa stessa, la barra prismatica di cristallo si infatti degli eventi che accoglie, in un gioco di trasparenze, velature opalescenti, di immagini statiche e mobili proiettate direttamente dalle pareti stesse, perché l’architettura per l’arte si esprima anche come evento d’arte figurativa, in contaminazione e fusione reciproca.
Il vuoto urbano di risulta destinato al nuovo Museo viene ricomposto salvaguardandone al massimo la spazialità, grazie alla concentrazione del volume richiesto in una sottile e lunga barra di cristallo a molti piani, che permette la sistemazione a piazza di gran parte della superficie residua come corridoio che garantisca la reciproca percezione tra l’interno urbano e l’esterno naturale del lungo fiume. Una pavimentazione anch’essa immateriale, sorta di facciata orizzontale analoga all’edificio mussale, copre e rivela lo spazio contiguo interrato, ad impianto rettangolare, destinato all’Auditorium.
Il museo si proietta verso il fiume cercandone una relazione privilegiata con uno sbalzo importante consentito dalla struttura metallica che garantisce valori prestazionali ed insieme leggerezza, coerentemente con la concezione compositiva dell’insieme. La stratificazione funzionale su più piani accoglie nell’interrato gli usi più privati di servizio ( parcheggio, depositi, archivi) oltre l’auditorium, ed ai piani superiori l’amministrazione e gli spazi espositivi : allungati cannocchiali spaziali immateriali e sgombri, di grande flessibilità allestitivi, interrotti solo da blocchi concentrati e matrici dei collegamenti verticali, dei cavedi impiantistici e dei servizi di piano.
La tecnologia delle proiezioni sulle pareti applica il sistema della Light Architecture, ottenuto grazie alla retroproiezione di immagini su vari supporti trasparenti: in questo caso, è utilizzata una retroproiezione su supporto a punti iridescenti; l’utilizzo di proiettori ad alta definizione, messi in serie e gestiti da un computer, consente la realizzazione di immagini di grande formato, grazie al sistema Multitrama, e consente un effetto d’apparenza delle immagini sulla trasparenza ( trans-apparenza .Il vetro rappresenta quindi il confine tra il mondo reale e quello virtuale.L’intero edificio costruisce, di volta in volta, differenti “faciate “ immateriali, proponendosi come iperarchitettura.
Testo di : Flaviano Maria Lo russo
RIGENERAZIONI URBANE
Tesi d’architettura per la città contemporanea
ALINEA Editrice